Yoga bimbi: vivere la metamorfosi attraverso gli asana



Da quando ho scoperto le yoga stories, racconti che predispongono alla pratica yoga offrendo spunti per la riflessione e la meditazione, mi sono sbizzarrita a scrivere storie per le lezioni con i bambini. Qualche settimana fa ho sperimentato un tema caro a questo blog, la metamorfosi da bruco a farfalla.
Mi piace iniziare le lezioni con il racconto, introdurre gli asana nel contesto che si crea di parola in parola, per poi provare a creare un mondo immaginario attraverso le posizioni. 

  Questa è la prima parte della storia che ho scritto, in cui ho introdotto il soggetto, un bruco, e il tema della trasformazione. In cui ho dettagliato il contesto, la foresta, e creato lo spunto immedesimarsi nel bruco e nella sua esperienza. La fascia d'età adatta a questa storia è dai sette ai dieci anni, ma come al solito invito chiunque voglia può sperimentarla ed adattarla per bambini più piccoli o ragazzi più grandi, e magari a farmi sapere com'è andata.
Le parole che vedete sottolineate corrispondono agli asana che ho proposto nella lezione, mostrate più sotto in forma di disegno.

Quel giorno nel bosco sarebbe successo qualcosa di magico. Tutti se lo sentivano, l'aria era teporosa dopo tanti giorni freddi, la neve che aveva imbiancato il paesaggio durante l'inverno si era sciolta. Era diventata acqua, era andata a riempire il letto del ruscello, e adesso scorreva abbondante emettendo una musica leggera e piacevole che accompagnava le azioni quotidiane degli animali.
La ascoltavano le rane che si riposavano sulle rocce in riva al ruscello, e quelle sull'attenti, pronte a metter sotto i denti qualche esserino da mangiare.
La ascoltavano gli uccelli che sistemavano il loro nido sugli alberi, e quelli che volavano leggeri in cielo, confondendosi di tanto in tanto nel bianco morbido delle nuvole. Su in alto, mentre sorvolava le montagne e guardava da lontano quel paesaggio bellissimo, la ascoltava anche l'aquila, maestosa e grandissima.
E tutti, dalle rane all'aquila, sentivano che, proprio mentre per loro si preparava una giornata come tutte le altre, per qualcun altro quello sarebbe stato un giorno memorabile. 
Il bruco, piccolo piccolo, strisciava arrampicandosi su un grande albero, vecchio e saggio. Non sapeva perchè quel giorno non aveva voglia di andare ad esplorare il bosco, giocare sulla terra umida e rotolarsi tra le foglie secche. Sapeva soltanto che il suo unico pensiero era trovare rifugio sotto una delle foglie del grande albero. Arrivato in cima, scelse verso quale dei due lunghissimi rami indirizzarsi, poi, con la stessa accuratezza, scelse la foglia che lo avrebbe accompagnato in quel difficile viaggio che si chiama metamorfosi. La foglia era grande, verde chiaro, morbida e profumata come tutte le foglie appena spuntate. Il bruco si accoccoló in un cantuccio riparato, e solo allora sentì. 
Si sarebbe creato un bozzo, un rifugio in cui trasformarsi, da cui uscire completamente rinnovato, sempre se stesso eppure irriconoscibile. Per farlo aveva bisogno di tanto tempo ed energie, aveva bisogno di credere con tutto se stesso che ce la poteva fare. Dopo quel giorno ne vennero tanti altri, che il bruco passò lavorando con pazienza. Il suo bozzo lo avvolgeva sempre di più, sempre più caldo e protettivo, fino a che arrivò a contenerlo completamente.
Solo allora il bruco poté iniziare a sognare…

  Così come mi piace iniziare la lezione con una storia, in quello stato di empatia che sempre si stabilisce tra chi narra e chi ascolta, amo mostrare rappresentazioni semplificate degli asana prima di proporli. L'osservazione del disegno mette i bambini nella condizione di osservare con attenzione, memorizzando le linee guida della posizione e l'armonia delle diverse parti del corpo nel comporla. Questi sono i disegni con cui ho introdotto la pratica legata al racconto:

La rana sulla riva del ruscello:


La rana pronta a saltare per ingoiare un insetto:


L'uccello nel nido: 


(quest'asana è una variante della posizione del piccione, vartakasana).

L'uccello in volo:


L'aquila, chiamata garuda in sanscrito:


Il bruco: 


(Per impersonare il bruco ho scelto la posizione di rilassamento che si usa nel qui gong. Ci si sistema supini e si avvicina un ginocchio alla spalla).

La foglia:


(Per la posizione della foglia, parnasana, ci si siede sui talloni e si scende con il busto fino ad appoggiare addome e petto sulle cosce, con un'espirazione).

L'albero, vriksha:


(Questa è una variante semplificata della posizione classica. L'ho preferita perché volevo che, invece di pensare a mantenere l'equilibrio, i bambini sperimentassero il lato emotivo dell'asana: il sentirsi albero).

  Come ultima esperienza, ho proposto di sentirci proprio come il bruco che sta per affrontare la metamorfosi. In parnasana, con sopra pezzi di stoffa abbastanza grandi da ricoprire tutto il corpo, ho chiesto ai bambini di provare ad immaginarsi come bruchi nel bozzo. 


La stoffa crea una separazione con l'esterno, favorendo l'attenzione su di sé e la percezione del raccoglimento proprio come in un bozzo caldo e accogliente. Dopo aver spiegato in cosa consisteva l'esperienza, ho messo una musica di sottofondo e lasciato spazio alla libera immaginazione ed espressione. Il brano che ho scelto è Divenire di Einaudi. Il risultato che ho ottenuto è stato emozionante. 
Vedere un corpo che si muove alla ricerca di una sensazione pura, nella fiducia più totale verso il suo sentire, è impagabile. Sono questi i momenti in cui ringrazio la vita e tutti quelli che mi hanno aiutata per arrivare a fare il lavoro che faccio.

  Nei prossimi giorni pubblicherò la seconda parte del racconto, in cui si compie la metamorfosi: il bruco diventa farfalla e spicca per la prima volta il volo.

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4 commenti:

  1. Bellissimo! Che modo meraviglioso di imparare lo yoga! Spero di avvicinarmi presto allo yoga è tanto che ci penso! Grazie, Denise.

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  2. Anche io come Denise, ci penso da qualche annetto! Magari il prossimo autunno sarà la volta buona che mi iscrivo a un corso :)) I tuoi post sono di grande ispirazione, davvero! E' da ieri sera che leggo i tuoi post un po' a rate :))

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    1. che dolce! iscrivetevi, cercate lo yoga che fa per voi e regalatevelo. è un percorso, un altro modo per comunicare con sé e gli altri, un pozzo da cui attingere. che belle che siete, grazie di scrivermi!

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