Continuum e contatto: il massaggio al neonato

Uno degli incontri che hanno più segnato il mio cammino di madre fino a questo momento è stato quello con il pensiero del ginecologo francese Leboyer. I principi che si è preoccupato di diffondere con il suo lavoro, i suoi filmati e i suoi libri hanno un sapore di antico, si basano sulle tradizioni millenarie che hanno preceduto il nostro modo di essere genitori oggi, e vogliono recuperare un approccio ai propri figli (e, perchè no, a tutte le persone e la natura) fondato sull'ascolto, l'empatia, la non violenza nelle azioni e nella comunicazione, l'istinto.
Quello che lui propone è un metodo relazionalesemplice, ma di difficile applicazione. Si tratta di fidarci del nostro corpo e della sua capacità di stabilire relazioni con gli altri, e delle nostre emozioni, in grado di incontrare quelle di chi ci circonda.
Nel caso del massaggio, Leboyer propone il metodo che ha visto applicare dalle donne indiane che hanno ispirato le sue teorie, suggerendo di usarlo solo come spunto, come partenza per sviluppare una coscienza comune, di genitore e figlio, che li accompagni alla scoperta di un efficacissimo strumento di comunicazione non verbale. Della tecnica e dell'universo del massaggio secondo Leboyer si può leggere nel testo "Shantala" (ed. Sonzogno) e nell'omonimo filmato, di cui propongo uno stralcio:

 

Sono profondamente convinta che non esista una tecnica, un modo per costruire la relazione con i propri figli, e che ad ognuno spetti il compito di scegliere cosa è più adatto alla sua condizione di essere umano che si approccia ad un rapporto così importante. Io ho trovato nel massaggio un rito quotidiano per non dimenticarci dell'importanza di comunicare con la pelle e con il calore, uno spunto per rilassarmi con mio figlio e fondere il nostro sentire in gesti che, partendo da una base data, lasciamo liberi di guidarci nell'esplorazione dei nostri corpi che cambiano ogni giorno.






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