La lezione del pomodoro

"Sai Mary (sì, Lui mi chiama così, praticamente da sempre. Tranne quando è infastidito, allora accenna al mio nome, o alla sua abbreviazione), credo che i nostri pomodori ci abbiano dato una bella lezione da imparare".
"Quale?"
"Non lo so esprimere a parole. Per ora è una cosa che sento, ma che con ho razionalizzato".

Non avevo ancora pensato ai nostri pomodori come ad una lezione. Però qualche idea del perché, soprattutto per me, rappresentano una bella lezione, mi è subito venuta in mente.
Non ho dato loro la minima fiducia: erano sempre troppo piccoli, troppo indietro nella maturazione, troppo brutti e disordinati rispetto a quelli del vicino e di tutti gli orti che sbirciavo dalle strade.
Non ho dato loro nemmeno il beneficio del dubbio quando ho pensato che ormai era troppo tardi, che non sarebbero riusciti a trasformare tutti i fiori in frutti, a maturare tutti, a sopravvivere agli infiniti attacchi dei parassiti contro i quali ci ostiniamo a non usare niente.
A mia discolpa, però, devo dire che, anche se ho criticato e scoraggiato, mi sono parecchio affezionata alla causa.
E così, mentre sentenziavo profezie di disfatta, tutta sconsolata perché pensavo alla fatica di seminare, trapiantare e annaffiare, partecipavo con cura alla costruzione dello strambo sistema di canne per sostenere le piante, le visitavo spesso, volevo loro un gran bene.

Poi, quando finalmente i primi pomodori rossi si sono fatti vedere, è stata una festa.
Forse non riuscirò più a mangiare altri pomodori in vita mia.
Sicuramente non mi scorderò mai il sapore dei ciliegino caldi di sole raccolti sotto casa, quel sapore così indescrivibilmente nostro, familiare e al tempo stesso nuovo e stupefacente.
Sono convinta che mi rimarrà per sempre impressa l'immagine di Ladù che scappa nell'orto per tornare con la faccia e la maglietta sporche di minuscoli semi e liquido rossastro, o che corre a raccogliere quanti pomodori gli entrano nelle mani per offrirli al visitatore di turno passato per casa, pensando, forse, che quei pomodori sono troppo buoni per non essere condivisi.
Sicuramente non mi scorderò mai la gita fino giù in fondo al campo a tagliare le canne per sostenere le piante di pomodoro e la soddisfazione di riuscire a far stare in piedi "quello strambo sistema di canne."
Non mi dimenticherò mai la gioia di riempire cesti di preziosi tesori rossi di varie forme e dimensioni, né la gran festa mista a gran fatica del giorno passato a far conserve di tutti i tipi. Con i bambini attorno, qualche nonno a fare da aiutante e qualche altro che assisteva per telefono, qualche amico che compartecipava da casa e i gatti che continuavano a gironzolarci vicino chiedendosi perché mettessimo tante energie in qualcosa che non li attirava nemmeno un poco.
Di certo rimarrà negli annali di casa quella volta che siamo partiti per le vacanze con un cesto di pomodori infilato sotto i piedi di Ladù (e una bottiglietta del nostro olio, e un vasetto della nostra marmellata, sopra i pomodori) e che alla prima curva ci stava già piangendo il cuore per tutti i pomodori che avremmo ancora potuto raccogliere.

























Ci penso da giorni, da quando me ne ha parlato, a chissà qual è la lezione che sente di aver imparato.
Ci penso e ci ripenso, e anch'io sento che c'è tanto da imparare in ballo.
Per quest'anno la stagione dei pomodori è finita.
Ho un anno di tempo per interpretare e far mia la lezione.


















Il tempo della crisalide è il cammino, l'ascolto, l'intuizione, la scoperta.
Inspiro. Espiro. 
Partiamo?
Torniamo all'origine, vera, semplice, completa.
Inspiro.
Espiro.
Partiamo.

4 commenti:

  1. Questi post mi fanno un gran bene... mentre sogno un fazzoletto di terreno tutto mio : )
    Grazie e buona serata...
    Stefylu ( una nuova follower)

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    1. Ciao Stefania! Lo so cosa vuol dire sognare un fazzoletto di terra su cui sognare ancora di più… Sono felice che non siamo soli a cercare di vivere a contatto con la natura. Sarebbe bello condividerli questi sogni. Scrivimi, se ti va.

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  2. Quanta magia e vita nelle tue parole, nelle tue emozioni! Non c'è niente di più bello che vedere la meraviglia della natura unita ai propri sforzi! Davvero unico!

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    1. Sì, me lo ripeto spesso anch'io. Grazie!

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