Lo yoga della concretezza

Concretezza:

Ho le mani sporche di terra per la verdura appena raccolta.
Mi fa male il collo, perché questo è uno di quei giorni in cui il piccolo non vuole stare se non in braccio, appeso in qualche modo ad un lato del corpo mentre mi impratichisco a fare tutto con una mano sola.
Mi accorgo in ritardo che per casa sono sparsi pezzi di fagiolini, perché il grande ha deciso di far mangiare Bambi.
C'è Miles Davis in sottofondo: le giornate si stanno vistosamente accorciando e io sono già entrata nel mio mood autunnale.
La casa è delirante di cose sparse, di foglietti volanti su cui blocco un'idea su mille.

Concretezza, imperfetta e densa.
Il mio quotidiano è fatto di questo.
E anche il mio yoga, sempre di più.
Mi scopro ad allontanarmi sempre di più dalla forma per la sostanza; ad amare le linee semplici; a ricercare in ogni asana l'incastro perfetto tra ossa, testa e sensazioni che si allineano.
Ogni posizione è l'occasione per una domanda: come può quest'asana creare un impatto sulla concretezza in cui sto?

Yoga:
Adoro quella sensazione per cui bastano un respiro e la volontà per lasciare che i muscoli vadano da soli. Credo nell'intelligenza del corpo, nella sua infinita capacità di aggiustarsi, curarsi e guarirsi, se lasciato libero di calibrarsi ogni giorno sulle sue esigenze.
Non esiste la forma perfetta. Esistono mille splendide varianti che sono ciò di cui ho bisogno in ogni singolo, diverso momento. A volte è più facile nascondersi dietro una forma dettata dall'esterno, ma quello non è yoga, è solo un esercizio come tanti.
Lo yoga è l'unione delle infinite sfaccettature.

Virasana:
La posizione dell'eroe, che bellissimo nome.


Elasticizza le articolazioni di caviglie, ginocchia e bacino.
Distende la zona sacro-lombare, aiutandola ad allinearsi e qui, comincia il vero yoga.
Le spalle si abbassano e il collo si allunga.
Immediatamente nel respiro cambia qualcosa: c'è più ampiezza, più regolarità.
A questo punto la gabbia toracica si contrae ed espande più liberamente.
Ed ecco che si innesca la magia.
La testa, il cuore e il corpo allineati.
Ascoltando con attenzione posso sentire tutti i micro movimenti di cui il corpo va alla ricerca per recuperare il suo asse, la sua postura ideale; e come cambiano di conseguenza il flusso dei pensieri e l'approccio al sentire.
Ogni giorno è raccontata una storia diversa, in quest'unione che è lo yoga.

Mi siedo, mi appoggio, ascolto.
Lo yoga della concretezza.
Lo yoga che è un impegno a creare un impatto sulla realtà, nelle relazioni, su ogni singolo respiro.
Immensa, spirituale concretezza.





























Il tempo della crisalide è il cammino, l'ascolto, l'intuizione, la scoperta.
Inspiro. Espiro. 
Partiamo?
Torniamo all'origine, vera, semplice, completa.
Inspiro.
Espiro.
Partiamo.

10 commenti:

  1. Adoro leggerti. Sempre di più. Grazie per queste parole che arrivano al momento giusto. Ho bisogno di concretezza, oggi pomeriggio mi dedicherò alla meditazione e farò delle asana.

    Un abbraccio
    Lena

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    1. un abbraccio a te, buona pratica e... anche a me piace quello che scrivi!

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  2. In questi giorni riprenderò le lezioni di yoga,sono felice di aver trovato una maestra che riesce a trasmettermi durante le lezioni,quello che tu trasmetti qui sul blog parlando di yoga.
    Mi piace molto" lo yoga è l'unione delle infinite sfaccettature".
    Namastè

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    1. condivido il pensiero di Chandana =)

      Sereno finire del giorno a entrambe

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  3. "...A volte è più facile nascondersi dietro una forma dettata dall'esterno, ma quello non è yoga, è solo un esercizio come tanti...."

    verissimo.
    Anche io riprenderò ad ottobre yoga kundalini.
    Sento di averne estremamente bisogno.
    Intanto ascolto mantra e leggo te.

    Anna/allafinearrivamamma

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  4. Sì, in effetti "bisogno" è una parola che esprime bene anche vari aspetti del mio rapporto con lo yoga. Una volta ho letto un discorso di una Maestra, diceva: "Una volta partito, un processo non si può più fermare. Deve essere continuato, è inarrestabile." Ci sono infinite forme, ma non c'è la possibilità di abbandono.

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  5. Ho conosciuto e capito l'intelligenza del corpo durante il parto, e credo che sia la strada che mi ha portato allo yoga :)

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  6. anche per me gravidanze e parti sono stati un grande incontro con parti molto profonde di me. lo yoga lo conoscevo già prima, ma ogni figlio mi ha regalato sensazioni speciali e fatto vedere corpo e anima sotto un altro aspetto.

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