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Il contenitore di storie

Di quanto questo blog mi abbia aiutata ad esporre e capire molte cose di me e del mio percorse ho parlato spesso; di quanto sia importante, per me, incontrare spunti e riflessioni che arrivano come regali inaspettati ho scritto molto.
Solo ultimamente, invece, mi sto abituando a considerare questo spazio in un'altra ottica, che si unisce alle altre e rende il tutto ancora più piacevole: ricevo storie, frammenti di vita che arrivano da lontano. Le ricevo come posta inaspettata, che rende subito contenti, aprendo la mail nei momenti liberi della giornata.

Mai avrei sognato- nemmeno sognato- di diventare, in qualche modo, un contenitore di storie, di poter abbracciare aperture e riflessioni, percorsi di crescita e di affermazione.
E' un ruolo importante, quello del contenitore di storie, di cui spero di essere all'altezza.

Sabato abbiamo pubblicato la seconda tappa di Gratitudine in semi sparsi, che è anche un po' questo: lo spunto per immergersi nelle proprie storie, e salutarle, e ringraziarle. Vi invito a partecipare, a portare a galla le vostre storie, per condividerle qui, o semplicemente curarle nel vostro intimo.

Vi auguro un buon inizio di settimana e inizio, anche io, ringraziandovi, per le vostre storie e i vostri passaggi qui, in qualsiasi forma.
Vi lascio con un segno della mia giornata di ieri, un raro momento di solitudine, con storie e dolcezze nella testa e tutt'attorno.


Gratitudine in semi sparsi: la seconda tappa


Fermarsi, respirare, prendersi il tempo per Ringraziare.
Un progetto de Il coltello di Banjas e Il tempo della crisalide.

Per la seconda tappa di Gratitudine in semi sparsi abbiamo pensato di proporvi un tema che, prima o poi, ha riempito la vita di tutti noi: l'incontro con l'opposto, con ciò che sentiamo distante, con quello che è così diverso da noi da metterci a dura prova.

Spesso incontriamo ciò che non riusciamo ad accettare o sentiamo divergente da noi tra le mura di casa, riflesso nei nostri cari; a volte è il lavoro a metterci a dura prova; altre è in un momento della vita di tutti i giorni, in cui ci troviamo ad affrontare il grande mostro dei contrasti con le nostre attitudini o pensieri.
Eppure, come dicono i saggi, è proprio da ciò che mai e poi mai riusciremmo ad accettare, che abbiamo da imparare di più.

Perché non provare, allora, a rendere l'incontro con l'altra faccia della medaglia un motivo per crescere, riflettere, misurarci con le nostre qualità e, come sempre, fare del quotidiano uno meditazione di vita?

Ecco qualche spunto, qualcuno di quelli che sperimento io, ogni giorno: ogni volta che trovo la diffidenza dei miei familiari, ogni volta che vorrei vedere il salotto ordinato e mi rendo conto che sono l'unica in casa ad amare l'ordine, ogni volta che incontro ingiustizie all'esterno, ogni volta, insomma, che mi sento messa a dura prova da qualcosa che mi sembra in contrasto con i miei modi.

La riflessione su quanto mi faccia bene non irrigidirmi nelle mie posizioni, ma vedere sempre cosa c'è sull'altra sponda delle mie convinzioni esce spesso come frutto spontaneo di sequenze di yoga come questa, in cui l'apertura e la chiusura del corpo- e, come sempre, della mente che lo riempie e direziona- si alternano e completano.






(Le posizioni sono, in ordine: savasana, balasana, setu bandhasana, ardua matsyasana, pashimottanasana)

Spesso, però, è la meditazione ad aiutarmi a bilanciare i miei spigoli e riconoscere i moti d'animo opposti e complementari che fanno parte del mio quotidiano.
Mi metto seduta, la mano destra appoggiata a terra e la sinistra rivolta verso l'alto, e lascio che il respiro si plachi e i due emisferi celebrali, insieme ai due lati del corpo, inizino a bilanciare la loro attività, come due vasi messi finalmente in comunicazione.

Quasi sempre, alla fine, mi sento molto meglio di prima.
Ringrazio di sapere che destra e sinistra, bianco e nero, io e il resto, godono dell'incontro l'uno con l'altro; ringrazio di poter sentire tutto questo come una chiare sensazione fisica, che insegna alla mia testa dura quale sarebbe la strada più bella e armonica da compiere.
Quasi sempre, quando chiudo queste riflessioni, mi ritrovo con un pugno di semi di gratitudine da spargere: per la mia tenacia a tornare sui percorsi che mi risultano più ostici, per gli ostacoli che mi hanno fatta tanto crescere, per tutto ciò che sento così diverso da me e che ha ammorbidito i miei mille spigoli negli anni. Ma, soprattutto, per tutto quello che devo ancora affrontare e che, in un modo o nell'altro, mi renderà sempre più Me, completa come il simbolo dello Yin e Yang.

Vi va di partecipare insieme a me a questa seconda tappa del progetto?
Perché non sperimentate asana e meditazione, per poi raccontare, qui nei commenti, mandandomi una mail o nei vostri blog, come vi siete sentiti, quali riflessioni ed emozioni sono uscite dalla vostra pratica?
O ancora, raccontate quali sono i vostri modi di scendere a patti con L'opposto, imparare a farci i conti e, perché no, ad accettarlo.

Potete leggere il proseguo e completamento del progetto sul blog di Daniela.

Lasciando un commento a questo post potrete partecipare al giveaway previsto per questa seconda tappa: come invito a sperimentare il vostro incontro con l'altra faccia della medaglia vi invieremo un sacchettino di semi, da cui far nascere qualche nuova piantina, un quadernetto su cui annotare riflessioni e conquiste e una fotografia, un segno visivo del lavoro profondo che compiamo ogni volta che non ci chiudiamo di fronte a ciò che ci sembra estraneo, lontano, diverso, nero.
Come sempre, lasceremo i commenti aperti per un paio di settimane, prima di estarre a sorte i vincitori.

Buon fine settimana!

I primi semi sparsi [ovvero, il vincitore del giveaway]





La mia "compagna-di-terra."
A lei manderò il pacchetto con i primi "semi" da piantare per far crescere la prima tappa del progetto 

In questi giorni una lettrice ha lasciato un commento splendido alla presentazione del progetto:

Qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza
ed è l'odore dei limoni.
E. Montale

Parole gialle come la prima tappa, così intense, così vere, così in sintonia con quello che ci piacerebbe creare con i nostri semi da spargere.
Grazie Giulia!

Per camminare insieme

Per crescere insieme



Gratitudine in semi sparsi: il progetto


Fermarsi, respirare, prendersi il tempo per Ringraziare.
Un progetto de Il coltello di Banjas e Il tempo della crisalide.

In questi giorni invernali i colori paiono annullarsi nel grigio, magari nel bianco della neve, nelle sfumature spente e opache che ci circondano.
Anche a noi può capitare di riflettere sul grigio, sulla paura, sull'incertezza.
Ci sono però dei momenti capaci di risvegliare la Luce, la gratitudine e la calma serena dentro di noi.
Allora non riflettiamo più sul grigio ma irradiamo scintille di gioia e un colore giallo e luminoso ci attraversa.
Oggi facciamo insieme una passeggiata in cerca del GIALLO e della luce, in corrispondenza dei giorni della Candelora, che ricorda la presentazione al Tempio di Gesù ancora bambino, ma anche la rinnovata purificazione di Maria 40 giorni dopo il parto e, nella tradizione, la benedizione delle candele come simbolo di luce per tutti.

Ci auguriamo che questa passeggiata possa aiutarci a purificare mente e cuore dalle paure che ci tengono fermi e dai pensieri che annebbiano la speranza e a preparare il terreno per nuovi semi di gratitudine.


Andare alla ricerca del giallo, nello yoga, significa iniziare un viaggio nella propria luce.
Il giallo è il colore del secondo cakra, la sede delle nostre emozioni più antiche, istintive, profonde.
Così, mentre Daniela vi accompagnerà in un cammino di immagini e sapori, io spero di riuscire a farvi vivere un viaggio verso la vostra luce.

Partiamo in piedi, ascoltando l'appoggio sulle piante e iniziando a visualizzare la colonna vertebrale.
Allunghiamo le braccia in alto inspirando, quindi facciamo scendere le mani unite davanti al viso, per appoggiare i pollici al centro della fronte.




Prendiamoci qualche respiro: questo è il cakra della visione, che ci guiderà a guardarci dentro.

Ora mettiamoci seduti, e accendiamo una candela davanti a noi.
Teniamo gli occhi fissi sulla fiamma fino a che riusciamo, senza sbattere le palpebre.
Questa meditazione, detta tatraka, purifica la visione degli occhi, della mente e del cuore.
Ripetiamo più volte la sequenza: "sguardo fisso sulla candela- occhi chiusi immaginando la fiamma," fino a conquistarci la giusta pace e attenzione per camminarci dentro nel profondo.

Con gli occhi chiusi, lasciamo che i pensieri tacciano. 
Alla luce della nostra fiamma interiore, osserviamoci.
Questa prima tappa del progetto: "Gratitudine in semi sparsi" è un invito a ringraziare noi stessi. Per come siamo, per come ci riconosciamo. E' un invito a portare luce a tutti gli aspetti di cui siamo fatti e ad avere il coraggio di illuminare anche quelli che teniamo al buio.

Quando siamo pronti, concludiamo la meditazione con il mudra del loto.
Lasciamo "cadere" gli occhi sui palmi, lasciamo che le nostre emozioni vengano a galla e si liberino nel cuore.



Per leggere come prosegue e si completa questo viaggio, andate a trovare Daniela de Il coltello di Banjas.

Gratitudine in semi sparsi è un cammino che si snoderà in tappe. Per ognuna creeremo un kit da inviare ad uno dei nostri lettori, con cui partire per esplorare e vivere il percorso fino alla tappa suggerita. 
Il kit per questa prima tappa sarà formato da: una candela per la meditazione, un incenso per accompagnare la meditazione e i pensieri che ne deriveranno, qualcuno degli ingredienti necessari per preparare la ricetta, un quaderno su cui annotare spunti, riflessioni, scoperte e semi di gratitudine da spargere.

Per partecipare al Giveaway, lasciate un commento al post- e diffondetelo, se vi va. 
I commenti saranno chiusi il 15 febbraio e, nei giorni successivi, comunicheremo i due destinatari del kit, uno selezionato da Il coltello di Banjas, l'altro da Il tempo della crisalide.






Gratitudine in semi sparsi

Avevo pensato di scrivere altro, oggi.
Pensavo che fosse arrivato il momento di scattare qualche foto della nostra casa, di come la stiamo smuovendo e cambiando per farla crescere insieme a noi.
Però, da ieri, ci sono altre parole che ho ben fisse in testa, altre immagini e, soprattutto, sensazioni forti.
Così, dalla stanza piccola piccola e fredda ma tanto romantica che abbiamo ricavato dal vecchio ripostiglio, scrivo e ripenso alle parole che ho incontrato.
E sono loro che voglio fissare e condividere, oggi.

Tutte in un giorno, una dopo l'altra, ieri mi è capitato di leggere di esperienze poetiche che devono aver smosso qualcosa di profondo, in me.
Forse è un segno, un avviso che, anche per me, è arrivato il momento di pensarmi come un essere che può (e deve) fare il suo per aggiungere un po' di magia al mondo; o forse è l'ennesimo segno che non mi devo mai fermare allo scontato, al solito, a ciò che sembra, ma devo cercare e coscientemente decidere che posso pensarla e crearla come voglio, la mia realtà.

Ho letto il post di Chandana, il suo incontro magico.
Ho letto le parole di Daniela e mi sono commossa lasciandomi assorbire dal suo elenco di meravigliosi millimetri.
Ho spulciato questo blog, e ho pensato che basta davvero, davvero poco per cambiare il corso della giornata, o anche solo il flusso dei pensieri per un attimo, a chiunque, ad un estraneo qualsiasi o ad una persona amata.
Ho guardato questo video e lì, davvero, mi sono venute le lacrime agli occhi.

Ora, mentre scrivo, mi è venuto in mente uno dei miei tanti piccoli progetti di impegno e meditazione (uno dei tanti, iniziati e poi dimenticati) in cui mi ero impegnata un paio di anni fa.
Quel sacchettino bianco decorato col feltro l'ho rivisto, da qualche parte, in uno degli infiniti spostamenti di mobili e oggetti in cui ci siamo impegnati negli ultimi giorni.
Ricomincio da qui, ricomincio da quella bustina che avevo appeso vicino al mio lato del letto.
Penso che sia arrivato il momento per iniziare, anche io, a regalarmi e diffondere la gratitudine in semi sparsi che mi è arrivata così tante volte, da così tante persone diverse, in tutti gli anni che ho.
Respiro per un attimo l'orizzonte…


… e riparto, con questo nuovo progetto da far nascere in me e poi regalare al vento, a questo freddo gelido, a questi alberi saggi e a chi incontrerò.

Il tempo della crisalide è il cammino, l'ascolto, l'intuizione, la scoperta.
Inspiro. Espiro. 
Partiamo?
Torniamo all'origine, vera, semplice, completa.
Inspiro.
Espiro.
Partiamo.