Quel crescere, buono e paziente

Essere in crescita è una vera prova, capace di chiamare il causa tutti i punti di forza e tutte le debolezze, stancante. Quest’ultimo periodo non è stato facile, anche se è stato bellissimo. A salvarmi, tra le tante cose di ogni giorno, ci sono state certe immagini, certi momenti rubati ai pensieri che mi assorbivano.
Per continuare a leggere, viaggiate verso il nuovo sito.




Un altro, grande salto


Un altro, grande salto.
Un nuovo spazio, un sito internet diverso, un nuovo impegno.

www.iltempodellacrisalide.it

Il mio diario on line, d'ora in poi, sarà qui:

www.iltempodellacrisalide.it/blog

Vi auguro di passare una meravigliosa settimana.
Lo sapete, aspetto commenti, osservazioni, condivisioni…

Continuate a camminare con me?

Nota: vi ringrazio, come sempre, come non smetterò mai di fare, per i vostri commenti e condivisioni, che arrivano in tutte le forme che conosciamo. 
Nel nuovo blog non compare il modulo per i commenti. E' un errore, di cui mi dispiaccio. Rimedierò il prima possibile!
Mi scuso in anticipo per tutti gli altri errori e sviste che avete riscontrato e che incontrerete nei prossimi giorni, qui e nella nuova pagina. I primi tempi saranno di rodaggio e adattamento anche per me. Pian piano riprenderò le redini e sistemerò al meglio. 
Qualsiasi riscontro vogliate mandarmi sarà un aiuto, oltre che un piacere.

Nota-2: Il modulo per i commenti è stato abilitato!
Pian piano, tutto si aggiusta… che giornata ricca di emozioni e prove!

{this moment}

A Friday ritual. A single photo - no words - capturing a moment from the week.A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember.
via Soulemama

Per camminare insieme

Per crescere insieme

Una famiglia e i suoi piccoli riti di ogni giorno

E' per quel senso rassicurante che ogni abitudine porta con sé, ma anche per la ricerca, costante e impegnativa, di trovare azioni buone, che scandiscano il tempo e ci insegnino a vivere la semplicità.
E' per questo, per distrarci, giocare, stare insieme, costruire la nostra vita come la vogliamo, che delle azioni di tutti i giorni diventano piccoli rituali.

La prima volta è sempre un grande evento: la vita di campagna, con i suoi ritmi lenti e i suoi paesaggi che cambiano placidi, senza fretta, fa sembrare ogni cosa nuova un evento importante, a cui si deve garantire la giusta preparazione, a cui si deve dare la giusta importanza.
Poi, pian piano, l'evento si ridimensiona e si trasforma in un'abitudine, altrettanto seria, con tutti i crismi che si concedono alle tappe importanti di ogni giorno: ogni rito ha le sue storie da ricordare, ogni ripetizione merita il confronto con le altre e un descrizione tutta sua.

Più un rito è quotidiano, più ci si sente veterani nel svolgerlo; così, anche se viviamo la campagna da meno di due anni, stando insieme ci sembra di aver passato tutta la vita a seminare, trapiantare, chiacchierare nella serra o con le mani sporche di letame, nell'orto.





E quella stradina, quella che ho fotografato tante volte, che porta quel nome dal sapore così poetico, quella stradina ci sembra di conoscerla da sempre: sappiamo a memoria le distanze tra la casa e il pollaio del vicino, tra questo e il pascolo delle pecore, tra la casa con i cagnolini che abbaiano sempre e la nostra, a cui ritornare con una grande salita.






Ma c'è anche un rito nuovo. Uno di cui abbiamo già cominciato a ricamar storie, uno che, come ogni rito che si rispetti, è sempre uguale e sempre un po' diverso.
E' il rito del mattino, appena usciti, in quattro: mamma, bimbi e cane, con due bottiglie vuote in mano, verso l'allevamento di mucche.
Ci sono un'immancabile salita e un'altrettanto immancabile discesa.
Ci sono la chiacchierata con gli operai indiani, la loro voce gentile, i loro modi che conosco così bene, il loro accento che mi ha sempre fatto sorridere; c'è l'attesa, mentre le mucche si avvicinano curiose; e c'è la consegna.
Due bottiglie di latte fresco, freschissimo, che saranno il nostro latte e i nostri dolci per la settimana.
Poi è il momento delle carezze sul muso delle mucche, dei ringraziamenti, dei saluti.




Quello che viene dopo, invece, è un rituale solo mio, che sto amando. Conservare le bottiglie fino al primo momento libero, far bollire il latte, aspettare che si raffreddi e riporlo in frigorifero per poi, la mattina dopo, togliere il grasso in superficie e riempire le tazze per la colazione.

C'è una sensazione di gioia pura, dietro la ricerca dei piccoli rituali, quelli di cui parleremo ai nostri nipoti, quelli che costruiremo giorno dopo giorno.
Ci sono tanti altri impegni, obblighi di cui faremmo volentieri a meno e pesi che non vorremmo portare.
E poi ci sono quei piccoli impegni di cui noi, come tutti, abbiamo voglia e bisogno. Quelli che, con uno sforzo, saranno gli unici che rimarranno impressi davvero, sbiadendo tutto il grigio.

Per camminare insieme

Per crescere insieme

Meditazione, per cominciare

Meditare non è facile, per me.
O, almeno, non è facile passare infiniti minuti seduta, ferma, a concentrarmi sul nulla. Sarà per questo che, alla fine, tra tutte le forme di yoga che ho conosciuto ho scelto l'Hatha, che si concentra più sugli asana che sull'immobilità del corpo, che medita, ma in modo dinamico.

Forse, dentro di me, ho sempre sentito che la meditazione come ce la immaginiamo tutti- qualcuno seduto, tutto concentrato sulla testa o sul vuoto da creare in essa- non è il mio cammino. Vivo fin troppo nella testa, io: sono una sognatrice, mi rifugio volentieri in realtà lontane e solo mie, passerei volentieri giorni interi a curare, cancellare e ritrovare pensieri che si rincorrono.

Eppure meditare mi fa bene, come fa bene a chiunque voglia dedicare un po' di tempo a ripulire spazi che si riempiono e sporcano di mille e una cose inutili.
In questi giorni, da sola e con la complicità dei miei preziosissimi allievi, sto sperimentando un'introduzione alla meditazione che, pur rimanendo immobile e fissa sul rallentare i pensieri e guardarli scorrere invece di seguirli, non si scorda del corpo.

Meditare pensando che la testa- quella testa che ci distrae, che prende molte delle nostre energie, che ci inganna e distoglie dalla realtà, immaginando e creando castelli- è attaccata al collo; meditare pensando che siamo un tutt'uno, ricordandocelo e provando a costruirlo fisicamente, prima di tutto.

Meditare, per cominciare, usando il corpo.
Sentire la schiena, allungarla, preparala.
Massaggiare il collo, come elemento di raccordo tra due parti di noi che, spesso, sono divise: testa e corpo.
E poi aspettare con calma che tutto si allinei.
Ad ogni pensiero o immagine di cui non vogliamo occuparci, di cui vogliamo liberarci, tornare al collo, sentirlo come un raccoglitore di tutto ciò di cui vogliamo svuotarci, da far colare, come sotto una doccia di gocce calde, dalla testa al corpo.
La mente un po' più libera, il corpo più presente ai suoi moti e più pronto ad accoglierla.


Per cominciare: una meditazione semplice, per tutti i momenti in cui testa e respiro non si placano, in cui la concentrazione non arriva, in cui c'è bisogno di accompagnare per mano quel processo di rinnovo che è, alla fine, ogni atto che ci assorbe, svuota e alleggerisce.


Per camminare insieme

Per crescere insieme

Bellezza. Per gli occhi e i sensi tutti.











…
Tutto questo
era meraviglioso
da osservare,
perciò rimasi semplicemente là,
nel blu del mattino,

a guardare.
Poi mi sono allontanata.
La bellezza è il mio lavoro,
ma non il mio unico lavoro
…

Mary Oliver, West wind

Scatti raccolti nei mesi, con questa poesia in mente: ci sono momenti in cui mi fermo, mi guardo attorno e vedo tutto sotto un'altra luce, bellissima.
Questi sono tra i momenti che mi fanno sentire che ne vale la pena, che tutto il resto vale la pena, che anche quello che non mi piace ha un perché ed è ripagato.

Ringrazio Moto Perpetuo, e il suo invito, sovversivo, che mi è piaciuto cogliere.

Per camminare insieme

Per crescere insieme



Il contenitore di storie

Di quanto questo blog mi abbia aiutata ad esporre e capire molte cose di me e del mio percorse ho parlato spesso; di quanto sia importante, per me, incontrare spunti e riflessioni che arrivano come regali inaspettati ho scritto molto.
Solo ultimamente, invece, mi sto abituando a considerare questo spazio in un'altra ottica, che si unisce alle altre e rende il tutto ancora più piacevole: ricevo storie, frammenti di vita che arrivano da lontano. Le ricevo come posta inaspettata, che rende subito contenti, aprendo la mail nei momenti liberi della giornata.

Mai avrei sognato- nemmeno sognato- di diventare, in qualche modo, un contenitore di storie, di poter abbracciare aperture e riflessioni, percorsi di crescita e di affermazione.
E' un ruolo importante, quello del contenitore di storie, di cui spero di essere all'altezza.

Sabato abbiamo pubblicato la seconda tappa di Gratitudine in semi sparsi, che è anche un po' questo: lo spunto per immergersi nelle proprie storie, e salutarle, e ringraziarle. Vi invito a partecipare, a portare a galla le vostre storie, per condividerle qui, o semplicemente curarle nel vostro intimo.

Vi auguro un buon inizio di settimana e inizio, anche io, ringraziandovi, per le vostre storie e i vostri passaggi qui, in qualsiasi forma.
Vi lascio con un segno della mia giornata di ieri, un raro momento di solitudine, con storie e dolcezze nella testa e tutt'attorno.